I primi disegni de Le Moschine nascono più o meno nel 2014, cercando dei nuovi soggetti per una striscia a fumetti, che avrebbe dovuto chiamarsi per l'appunto Le Moschine, o qualcosa del genere. L'idea era di riprendere lo stile dei vecchi cartoon americani anni '20 e '30, il primo Mickey Mouse, Felix the Cat, Betty Boop eccetera. Mi piacciono i tratti neri e forti, la potenza espressiva di quei personaggi così primitivi, semplici, grezzi. Alla fine della striscia non ne faccio niente, non riesco a chiudere le vignette e armonizzare il testo dei balloon. Me li immagino di più animati, muti, o accompagnati da della musica swing. O dipinti, magari su legno e tela. Ci provo. Il risultato mi piace, nasce la prima serie di Moschine, che sono delle mosche vere e proprie, bruttine e schifosette, che escono dai loro cartoon per entrare in veri quadri su tela, con cornici dorate e barocche.
Dagli anni ’90 si è sviluppato negli Stati Uniti e poi in Europa un movimento artistico pop surrealista che trae le sue radici dal fumetto underground, la musica punkrock e da diverse culture surf e di strada.
Si autodefinivano “lowbrow”, traducibile letteralmente in “fronte bassa” in polemica e contrapposizione all’arte con un preteso profilo intellettuale più elevato definita higbrow, “fronte alta”.
Beh, se proprio volessimo collocare Le Moschine in qualche corrente artistica, direi che nella lowbrow potrebbero sentirsi a casa.





